COMUNICATO STAMPA
Premio Nazionale “Maurizio Battistutta”: “Il carcere è un deserto, l’oasi dell’amore può salvare?”
Un’analisi rivela il forte apprezzamento dei detenuti e il valore umano dell’iniziativa
Udine, 15 novembre 2025
L’Associazione ICARO Volontariato Giustizia ODV di Udine rende pubblici i risultati dell’analisi dei questionari relativi alla Quarta Edizione del Premio Nazionale “Maurizio Battistutta”, il concorso letterario e artistico riservato alle persone detenute di tutti gli istituti penitenziari italiani, realizzato con il sostegno di Fondazione Friuli, Ministero di Giustizia, Comune di Udine, Garante dei Diritti delle persone private della libertà personale, Biblioteca Civica Joppi, ENAIP FVG e La Società della Ragione.
Il Premio nasce per onorare la memoria di Maurizio Battistutta, per oltre vent’anni colonna dell’Associazione ICARO attiva presso la Casa Circondariale di Udine. Il suo principio guida – «Non dare per carità ciò che è dovuto per giustizia» – continua a ispirare un’iniziativa che mira a promuovere dignità, espressione e dialogo tra il “dentro” e il “fuori” del carcere.
Un’edizione partecipata e significativa
L’edizione 2024 ha registrato 209 partecipanti provenienti da istituti penitenziari di tutta Italia – case circondariali, case di reclusione e carcere militare – confermando la capacità del Premio di raggiungere una comunità ampia ed eterogenea.
Il tema proposto, «Il carcere è un deserto, l’oasi dell’amore può salvare?», si inserisce nel solco delle riflessioni avviate dalla Sentenza n. 10/2024 della Corte Costituzionale, che richiama il rischio di “desertificazione affettiva” per le persone private della libertà.
La voce dei partecipanti: analisi dei questionari
Dall’analisi dei questionari pervenuti, provenienti da numerosi istituti (tra cui Trento, Lecce, Pavia, Spoleto, Sulmona, Rebibbia, Udine e altri), emerge una forte diversità geografica e istituzionale.
Il principale canale di diffusione del Premio è risultato essere quello scolastico e culturale: – 53% dei partecipanti ha conosciuto il bando tramite professori, corsi, volontari, – mentre il 33% lo ha intercettato attraverso bacheche interne, biblioteche o nuclei di osservazione. È interessante notare come il principale veicolo di diffusione del bando sia stato il canale scolastico – attraverso professori, corsi e volontari – sottolineando il ruolo cruciale dell’istruzione e del volontariato nel promuovere opportunità culturali all’interno degli istituti.
L’apprezzamento verso il tema è risultato altissimo: l’80% dei partecipanti si è dichiarato “molto soddisfatto” dell’argomento. Il tema dell’amore, della mancanza e del bisogno di affettività risulta dunque profondamente sentito.
Temi ricorrenti
Le risposte aperte dei questionari offrono uno sguardo potentissimo sulla realtà emotiva dei detenuti.
Dalle parole dei partecipanti emergono con forza i concetti di amore, affettività, solitudine, speranza e dignità, insieme al bisogno profondo di mantenere o ricostruire un legame umano che dia senso alla detenzione.
I detenuti chiedono di continuare a parlare di sé, del carcere, e del futuro, aprendo spazi di riflessione individuale e collettiva.
Il valore del Premio
L’Associazione ICARO Volontariato Giustizia ODV conferma attraverso questi dati l’enorme valore umano, culturale e sociale del Premio “Maurizio Battistutta”, che si conferma un vero ponte fra la detenzione e la società.
Scrivere, riflettere, essere ascoltati: per molti detenuti questo Premio rappresenta una rara occasione di espressione, riconoscimento e dignità.
Contatti
Associazione ICARO Volontariato Giustizia ODV
Via Brigata Re, 29 – 33100 Udine
Email: segreteria@icaro.fvg.it
REGISTRAZIONE DELLA CERIMONIA DI PREMIAZIONE
TEMA 2024
Il carcere è un deserto, l’oasi dell’amore può salvare?
“Perduto è tutto il tempo che in amar non si spende” Torquato Tasso
La scelta di tale tema nasce dalla sentenza n. 10 del 26 gennaio 2024 della Corte Costituzionale che al punto 4.3 recita: “[…] L’intimità degli affetti non può essere sacrificata dall’esecuzione penale oltre la misura del necessario, venendo altrimenti percepita la sanzione come esageratamente afflittiva, sì da non poter tendere all’obiettivo della risocializzazione.
Il perseguimento di questo obiettivo risulta anzi gravemente ostacolato dall’indebolimento delle relazioni affettive, che può arrivare finanche alla dissoluzione delle stesse, giacché frustrate dalla protratta impossibilità di coltivarle nell’intimità di incontri riservati, con quell’esito di “desertificazione affettiva” che è l’esatto opposto della risocializzazione.”